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Blocchi manuali:
un apposito
manicotto scorrevole può rendere solidale un semiasse con la scatola
del differenziale escludendone così la funzionalità. L’intero
cinematismo si trasforma allora in un semplice ripartitore che
trasferisce, in ugual misura,la coppia ai due alberi di uscita .Il
comando può essere meccanico o elettropneumatico. Nel primo caso si
agisce, tramite una leva , direttamente sul manicotto provocandone lo
scorrimento. I sistemi più moderni utilizzano invece un compressore
elettrico per comandare dei pistoncini pneumatici che svolgono la
medesima funzione della leva vista prima.Un fuoristrada con i
differenziali bloccati acquista sì mobilità, ma perde
contemporaneamente capacità direzionale .Quindi si dovrà procedere
solo a bassa velocità e per brevi tratti. Inoltre se si aziona il
manicotto mentre gli ingranaggi ruotano velocemente, possono
provocarsi dei danni alle parti in movimento. Per questi motivi è
essenziale bloccare i differenziali dei ponti solo a bassissima
velocità e non in curva.
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Blocchi automatici ( o autobloccanti )
Su alcuni
veicoli a trazione integrale permanente si usa un giunto viscoso in
funzione di blocco automatico del terzo differenziale. Per quelli che
invece ripartiscono il moto tra le ruote di uno stesso asse si usano,
generalmente, altri sistemi, ma con la medesima funzione: limitare, o
impedire, che la coppia “fugga” la dove non serve. A differenza del
blocco manuale, i sistemi autobloccanti trovano impiego anche su
vetture stradali di alte prestazioni. Sul ponte posteriore di molti
veicoli 4x4 si trova un particolare tipo di differenziale
autobloccante, in cui l’effetto di blocco è assicurato da una serie di
dischi di attrito e di molle, che oppongono una resistenza progressiva
alla rotazione relativa dei due semiassi. Un differenziale
autobloccante richiede , in fuoristrada, una tecnica di guida
leggermente diversa da quella utilizzabile su un veicolo dotato di
blocco manuale. Se il blocco automatico ha il vantaggio di non
richiedere nessun intervento da parte del pilota, per contro presenta
anche un grosso inconveniente. Poiché sempre in funzione, e quindi
esplica la sua azione anche nelle curve, finisce per provocare
sollecitazioni anomale alla meccanica e reazioni del veicolo
difficilmente controllabili da un utente di normale esperienza. Per
ridurre queste negatività si preferisce ricorrere a basse percentuali
di bloccaggio, sull’ordine del 25 % - 40%. |
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